I Greci

 

Le Forme Musicali Antiche

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Fonti Informative

Le notizie circa la musica dell’antica Grecia le possiamo trarre da diverse fonti: da Platone con il suo libro La Repubblica, Aristotele con il libro Problemi musicali, dai teorici Aristosseno, discepolo di Aristotele, Plutarco, Aristide e dai latini Marziano e Boezio che ci hanno lasciato trattati di teoria musicale.

I Greci attribuivano alla musica origini divine in quanto la ritenevano un dono degli dei ; la mitologia è ricca di racconti nei quali essa ha dei ruoli magici e dei poteri soprannaturali capaci di influenzare la natura. Essa, per i greci, aveva anche una importante funzione educativa e considerando l’alto grado di civiltà raggiunto da questa nazione, possiamo ritenere che avevano ragione. Nel periodo arcaico vi erano due categorie di musicisti: gli Aedi e i Rapsodi. I primi erano cantori girovaghi che durante i banchetti allietando i commensali con i loro canti, raccontando di gesta ed imprese di eroi. I secondi raccoglievano questi canti formando veri e propri Poemi che in seguito divulgavano di città in città.

Il più famoso fra questi fu Omero, al tempo stesso Aedo e Rapsodo autore dell’Iliade e dell’Odissea.

 

Struttura della musica nell’antica Grecia

Nel V sec. a. C in Grecia, la musica si sviluppò notevolmente e contribuì ad arricchire il periodo classico divenuto modello di civiltà future. In un primo tempo la melodia, staccata dal testo, aveva lo scopo di creare l’atmosfera, in seguito si fuse con il testo come una cosa sola.
La parte più significativa della melodia si chiamava Nomos, la melodia completa Melica.

 

 

Melica Monodica e la Melica Corale

 

Melica Monodica

Era cantata da una sola persona ed il testo esprimeva sentimenti individuali. I maggiori rappresentanti furono Alceo, Saffo, Anacreonte.Melica corale

Melica Corale

Era cantata da più persone, il cui testo esprimeva sentimenti collettivi.I più grandi rappresentanti furono Alcmanne, Pindaro, Ibico, Stesicoro.


Manifestazioni legate alla melica corale

 

Esprimendo sentimenti collettivi, la Melica Corale veniva abbinata a varie manifestazioni di gruppo:

Parate militari che si suddividevano in
Embatere:   prima della battaglia
Encomio:    dopo la vittoria
 
Giochi ginnici in onore degli Dei
Olimpiadi:    in onore a Giove
Panatee:    in onore a Pallade
Pitiche:    in onore ad Apollo
 
Banchetti in onore agli dei
Il più famoso di tutti fu quello dedicato a Dionisio con il nome di Ditirambo

 

Dal Ditirambo alla Tragedia Greca

La più famosa delle Meliche corali fu quella dedicata al dio Dioniso, chiamata Ditirambo. Essendo il dio del vino e della lussuria, possiamo immaginare il carattere orgiastico di questa manifestazione, soprattutto all’inizio. Durante queste feste nel momento culminante, veniva sacrificato un capro in onore del dio. Il sacrificio veniva accompagnato da un canto corale (melica corale) chiamato Ditirambo ( il nome Tragedia deriva dal termine Canto per il capro).
Con il passare del tempo, questa manifestazione si perfezionò e non si uccise più materialmente il capro, però il soggetto della trama fu sempre drammatico e tragico ossia, non a lieto fine, seguendo l’impronta della sua origine tragica e del triste destino del capro. Ancora oggi si dice trovare un capro espiatorio oppure ti faccio la festa.

I più grandi e significativi rappresentanti di tragedie greche sono Eschilo, Sofocle ed Euripide di cui è giunto fino a noi, un frammento musicale di una sua tragedia: "L’Oreste"

 

 

sicilo

Epitaffio di Sicilo

 

Song Of Seikilos Pieśń Seikilosa

 


 

euripide

Stasimo di Euripide

 

Musique De La Gréce Antique - Anakrousis

 

Musique De Grèce Antique II

 


 

 

pindaro

Prima pitica di Pindaro

 

 


 

delfico

 

Musica Antica Grecia - Inno Delfico Primo

 

Musica Antica Grecia - Ode Pitica Prima

 

Ancient Greek Music

 


 

 

First Delphic Hymn to Apollo

 

First Delphic Hymn To Apollo [Original Fragment]

 

Second Delphic Hymn To Apollo

 

Sappho: Φαíνεταí µοι Κñνος ïσος Θéοισιν

 


 

 

Approfondimento

 

La Catarsi

 

La tragedia come genere di spettacolo era assai incoraggiata dalle autorità, tanto che gli spettatori vi potevano assistere gratuitamente; questo perché era ritenuta assai educativa per il popolo causando la cosiddetta catarsi. Essa consisteva in un processo psicologico che avveniva nello spettatore durante la rappresentazione, con conseguenze positive. Tutta la negatività dello spettatore veniva assorbita dalla scena, trovando così uno sfogo attraverso un percorso d’identificazione e proiezione nei personaggi; inoltre lo spettatore veniva stimolato a riflettere sulle conseguenze di una cattiva azione con l’invito ad apprezzare meglio la sua realtà, che è sicuramente migliore della tragedia simulata che stava osservando.

 

Etruschi


Scarse sono le nostre conoscenze sulla musica etrusca; le fonti principali su cui attingere sono i bassorilievi, le pitture murali, statuine, incisioni di bronzo e dipinti su vasi. Nulla si sa della loro teoria musicale né dei loro musicisti, né del tipo di musica che facevano se non che era di accompagnamento per tutte le manifestazioni della vita sociale; persino nelle condanne a morte, nei processi e negli incontri di pugilato o lotta libera. Non usavano scrivere le note ma si tramandavano oralmente di padre in figlio le melodie e i canti.

 

Romani

Presso gli antichi romani, la musica non era tenuta in grande considerazione poiché il loro spirito essenzialmente pratico, li escludeva da problemi di carattere emotivo o spirituale, conducendoli verso mansioni più di carattere politico-sociale, per cui la musica per loro era solo puro divertimento ed era affidata agli schiavi. Acquistò importanza durante l’epoca imperiale e seguendo i modelli greci, assunse grande prestigio.

 

Personaggi


Un grande musico vissuto durante l’impero di Adriano, fu
Mesomede da Creta autore di due belle melodie che vennero scoperte da Vincenzo Galilei (padre di Galileo), grande appassionato di musica antica, nel XVI sec. d. C.


musa

 

Primo inno alla Musa

 

mesomede

Secondo inno alla Musa

 

Hymn To The Muse

 

Mesomedes De Creta - Himno A Némesis

 

Curiosità

 

Un fatto interessante da rilevare fu che Vincenzo Galilei faceva parte di una compagnia di nobili letterati, poeti, scienziati ecc. chiamata La Camerata fiorentina. Essi erano grandi appassionati di musica antica. Grazie a questa loro passione verso quello che era lo stile musicale dell’antica Grecia, per finire a seguito delle loro continue ricerche, gettarono le basi per una nuova forma d’arte che in pratica dura ancora oggi ovvero, il melodramma.

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