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Cultura e Paradossi

 

Ho insegnato la Musica nella scuola media dal 1980/81 al 2010/11 ininterrottamente (salvo i giorni che ero in mutua o i giorni di vacanza) Durante questo periodo, il mio interesse era appunto l’insegnamento musicale; un po’ perché la musica mi piace (altrimenti avrei fatto un altro mestiere) e non mi dispiace neppure l’insegnamento in se stesso. Infatti quando vedevo che una classe rispondeva bene, in modo ottimale agli argomenti da me proposti e in un tempo relativamente breve, riusciva a suonare in gruppo, a più voci leggendo lo spartito, ovviamente era per me motivo di grande soddisfazione professionale. Tuttavia anche se la musica è sempre stata la mia passione, è assolutamente impossibile restare indifferenti quando si vedono delle incongruenze, anche se tali incongruenze riguardano argomenti che nulla hanno a che fare con la musica. Come è verissimo che non si può vivere senza fare o ascoltare della musica (Il che equivarrebbe a rendersi la vita oltremodo piatta, limitata ed insignificante), bisogna anche dire che nella vita umana non esiste solo quella (la Musica), ma tantissime altre cose pure assai interessanti e quando in queste altre cose si notano, in modo evidente, delle incongruenze, pur se in teoria queste incongruenze non dovrebbero interessarmi in quanto non hanno a che fare con la Musica, mi interessano invece molto, e trovo sia assolutamente sbagliato passarci sopra (alle incongruenze intendo) esattamente come farebbe un gatto quando innavertitamente, mette la zampina su una stufa con la piastra ancora calda. Questo soprattutto, quando si è nel mondo della scuola dove i ragazzini sono la per imparare, e se hanno le idee confuse, magari a causa di queste incongruenze, restano perplessi e perdono l’interesse per lo studio senza più imparare…e se non imparano si annoiano….e se si annoiano incominciano a fare….casino…dando filo da torcere all’insegnante; un filo da torcere che potrebbe, molto sovente, degenerare in pallosissime ed inutili riunioni nel tentativo di capire il ragazzino…..povero piccino….piuttosto che cercare di fargli capire come ci si dovrebbe comportare...

 

 

…Però anche se gli alunni perdono l’interesse per lo studio, a scuola ci devono venire; quando sono piccoli vengono per legge, poi comunque, sono in un certo senso obbligati per ottenere un titolo di studio in quanto se non si ha quello, come ben sappiamo non si può trovare un lavoro. Credo che la mentalità della gente, soprattutto di quella che tiene in mano i punti cardine della società, sia leggermente confusa. Voglio fare un esempio per essere meglio compreso: un giovane viene assunto presso un supermercato; se ha solo la licenza media, viene messo dietro ai banchi a servire la gente, ma se sta alla cassa, deve avere il diploma delle superiori. Ora io so che nelle superiori (e anche nelle medie), si deve studiare Boccaccio, Dante, Petrarca, Ungaretti ecc. Non credo che per fare i conti alla cassa, controllare la merce, e tante cosette così, sia necessario studiare Foscolo e compagnia bella, ma soltanto avere la mente molto sveglia per fare i conti con una certa velocità, soprattutto quando la fila allo sportello è molto lunga. Credo sia solo quella la prerogativa che deve avere il/la giovane per essere assunto/a….Tutto il resto, al fine di questo lavoro è perfettamente inutile….Allora a questo punto, perché non imbottire questi discenti e futuri commessi, anche della biografia e delle opere di Beethoven, Mozart, Vivaldi, Verdi, Rossini ecc.? ….Pure quella è cultura, al pari di Dante, Ungaretti, Foscolo ecc. e come quella…..altrettanto inutile per quel tipo di lavoro. Una cosa molto bella, che darebbe un vero incremento alla cultura (e non per finta), sarebbe invece quella di alleggerire notevolmente il repertorio di studio previsto per le varie scuole (soprattutto nelle scuole dell’obbligo), trattenendo solamente gli argomenti ritenuti ragionevolmente necessari e indispensabili per la sopravvivenza; dalle nozioni elementari a quelle più alte, al fine di facilitare un rapido e felice inserimento nella società, alle nuove generazioni (gli insegnanti che venissero esclusi, a causa di queste modifiche, potrebbero essere tenuti a disposizione e per questo, ricevere sempre il loro salario).

 

 

Al tempo stesso incrementare Club, Circoli Culturali molto seri e professionali, magari con una specie di “Logo” o “Stemma” rilasciato dal Ministero della Cultura come garanzia, per qualunque tipo di disciplina (a 360 gradi), con tanto di insegnanti specifici, super qualificati e preparati in quella materia, con all’interno di questi Circoli, i vari livelli di preparazione. Questo potrebbe essere il futuro dell’Università ovvero, una organizzazione che in un certo senso, farebbe delle Superiori e delle Università, una cosa sola. Quanta carta in più verrebbe risparmiata a benefico delle foreste amazzoniche. Quindi indire studi e con serietà, generalmente solo per le materie umanistiche, solo per amore dello studio in se stesso, e non per l’ansia del titolo di studio, magari per il posto di lavoro ecc. Per il posto di lavoro invece, ovvero per le tante attività, aziende, private o statali ecc. potrebbero già esserci convenzioni che mantegano i contatti con scuole abbinate e specializzate per queste aziende, al fine di procurare personale preparato e specializzato di volta in volta. Per quanto riguarda l’arte e la cultura invece (ovvero le materie umanistiche), la preoccupazione del domani, della carriera ecc. non dovrebbe assolutamente esistere ma purtroppo, per come sono strutturate le cose, ahimè, esiste.

 

 

E’ vero che in questo periodo (un periodo che dura da tempo ormai) vanno di moda i “tagli” nella scuola e nella sanità e quindi, sembrerebbe improponibile questo progetto che indubbiamente potrebbe anche costare ….ma se questo progetto dovesse costare troppo, basterebbe fare dei bei “tagli” ai tagli (ovvero, non tagliare più) e tutto si risolve…..Dopotutto non credo che in Italia siamo già arrivati alla “frutta”, considerando gli stipendi megagalattici degli onorevoli…..per cui riepilogando, si potrebbero incrementare (sul serio) quelle attività didattiche di tipo umanistico, solo per gli appassionati dello studio in se stesso, o di quella materia che interessa veramente, già da subito senza inutili e tortuosi passaggi intermedi, come già si è detto. Quindi si dovrebbero organizzare lezioni o attività di ricerca intelligenti, non fini a se stesse o necessarie per il titolo di studio (una necessità artificiale, che potrebbe benissimo non esserci), e che non siano contraddittorie, altrimenti non avrebbero senso. L’insegnamento secondo me dovrebbe essere suddiviso in due settori; il primo obbligatorio cioè, quello che dovrebbe essere ritenuto indispensabile per la sopravvivenza, dai primi rudimenti fino alle alte sfere come la medicina, l’ingegneria ecc., per rendere edotta la gente su come è meglio sfruttare le possibilità per vivere meglio tipo: nozioni approfondite (intendo approfondite sul serio) di pronto soccorso, quali sono i malesseri più frequenti nell’uomo e nella donna quando si raggiunge una certa età ma questo, saperlo già da giovani al fine, se possibile, di evitarli; dove ci si deve rivolgere per quei problemi quando e se arrivano (io vedo tante persone anziane all’A.S.L che si muovono come dei pesci fuori d’acqua…a causa delle tortuose, direi, procedure burocratiche …)…e perché no, soprattutto nei giovani, saper nuotare o lanciarsi con il paracadute.

 

 

Quando una nave o aereo è in avaria, potrebbe davvero far comodo questo addestramento e forse, si potrebbe essere di aiuto ad altri passeggeri più anziani integrando meglio le operazione di salvataggio; tutte queste cose potrebbero, oltre che nelle scuole dell'obbligo, essere già inserite in contesti tipo esercito (non addetto alla armi ma ai servizi sociali) disponibile verso la popolazione 24 ore su 24. Dopo questo, dimenticando i tagli, dare ampio spazio alla cultura vera e propria; intendo la cultura con la C maiuscola nel senso che questa, non dovrebbe essere ricercata per costrizione, per avere il titolo di studio, per mangiare tutti i giorni…..In una società definita “civile”, questa preoccupazione non dovrebbe nemmeno esistere….anche se purtroppo esiste. La cultura vera invece, dovrebbe essere desiderata unicamente per amore del sapere, in modo tale che all’insegnante esperto di quella disciplina nonché grande appassionato della stessa, altro non resti da fare che ….insegnare; insegnare ad altri appassionati come lui, della stessa materia o disciplina. Questo significa alzare notevolmente la qualità della vita. Il meccanismo di queste scuole o Club di “Amici della Cultura”, potrebbe avere la stessa dinamica di quello che era in Germania durante il medioevo, per lo studio della musica durante la famosa epoca dei Meistersinger (Maestri Cantori). Quelle organizzazioni riguardavano solamente lo studio della musica ma volendo, potrebbero riguardare lo studio di qualunque altra disciplina e tra l’altro, utilizzando questo sistema, non si dovrebbe nemmeno chiedere troppi soldi al Governo perché, come si sa, le scuole dei Meistersinger si autofinanziavano

 

 

La Vera Cultura

 

A questo punto però, bisogna vedere cosa è cultura e cosa non lo è. Ad esempio, una poesia di Ungaretti “Soldati”, e un’altra di Quasimodo “Uomo del mio tempo”, hanno come sfondo le due ultime guerre mondiali (Ungaretti la prima e Quasimodo la seconda), come era per Beatrice che sovente faceva da sfondo alle poesie di Dante, senza che tuttavia ci fosse una vera biografia di lei quindi, tu non puoi fare della guerra e della poesia, una cosa sola. Se si tratta di Ungaretti, la guerra (la situazione dei soldati) diventa si l’argomento trattato, ma sempre trattato dalla poesia ovvero…manipolato poeticamente e visto sotto quell’ottica quindi, non sono la stessa cosa. Se si studia invece la guerra come argomento principale, verrà fuori tutt’altro che poesia…Quante volte, in sede d’esame, si passa con una enorme disinvoltura fra questi estremi, facendo quasi passare la guerra come poesia, e la poesia come guerra…Sapere che in quel periodo è scoppiato un conflitto e che i morti sono stati tanti, che hanno vinto quelli e non gli altri perché favoriti da quelle circostanze ecc. è si, sapere qualche cosa (che purtroppo in grandi linee, bisogna pur sapere) ma certo, quella non è cultura….le stragi, gli omicidi di massa, anche se effettuati da gente in divisa e legalizzati, non sono né arte né cultura.


 

Eccessi di Precisione

 

Sempre in riferimento ai colloqui d’esame nella scuola media, a volte vengono chieste al ragazzino le dinamiche di certi conflitti, di certe “operazioni militari”, le strategie usate nei particolari, quasi come se il ragazzino fosse iscritto all’Accademia Militare e aspirasse a diventare Ufficiale, Colonnello ecc. togliendo spazio e tempo prezioso ad altre materie….magari a Musica…La Musica volendo, la puoi fare tutti i giorni, la guerra no…e nemmeno un giorno si e uno no, ma soltanto di tanto in tanto….e posso assicurare che basta e avanza. Una cosa bella sarebbe della guerra, dopo aver studiato le date e le dinamiche (per sapere di quale episodio si sta parlando nello specifico), studiare ed approfondire soprattutto le cause, gli errori umani, sia delle alte sfere che della gente comune, cercare di capire come si è potuto cadere così in basso, come ci si è lasciati trascinare e sprofondare in quel baratro assurdo e terribile, al fine di cercare di evitarlo nel futuro…questo si che avrebbe un senso. Per questo quindi, credo che l’argomento riguardante Storia e Italiano durante i colloqui d’esame, sia strutturato in modo assolutamente confuso.

 

 

Colloqui di Scienza

 

E ora, guardando sempre il “Modus Operandi” di come si svolgono i colloqui orali in sede d’esame nella scuola media, vediamo la dinamica portante di quelli di Scienze e Matematica. Anch’io mi sono fatto una piccola cultura a forza di assistere a questi colloqui…peccato però, che a fronte di quanto ho sempre ascoltato, i conti non mi sono mai tornati (come diceva Totò) facendomi sentire come professore, parte integrante di un tutto piuttosto sfasato, confuso, poco oliato e contraddittorio…ecco il punto. Anche se in una trasmissione televisiva, il Prof. Zichichi disse molto chiaramente che non esiste una sola prova galileanamente certa, che dimostri che l’uomo discenda dalla scimmia; in codesti colloqui d’esame la teoria dell’evoluzione di Darwin viene data per scontata….almeno, dico io, fare un piccolo riferimento a quello che dice Zichichi (che pure lui è scienziato) come a dire: “Zichichi afferma così ma si sbaglia perché bla bla bla…ecc” ….ma di lui, nessun cenno….La teoria dell’evoluzione non solo è accettata, ma addirittura data per scontata, e qualunque considerazione, riflessione e ragionamento parte da li e dal quel presupposto…e allora il prof Zichichi, docente all’Università di Bologna che dice diversamente?.....E’ lui che non capisce niente?...Davvero ne sai tu più di lui?...Mah….Ora, a parte il professore Zichichi, vorrei mettere in rilievo la paradossale incongruenza che sentivo durante questi orali riguardo l’argomento di Scienza; incongruenza che io vedo grande come una montagna.

 

 

Il collega di Matematica invita il discente a illustrare la Legge di Mendel, riconosciuta come giusta e perfetta…e il ragazzino bravo risponderà…(e se non è bravo non importa, risponderà in sua vece lo stesso professore che ha posto la domanda perché il candidato, sarà comunque promosso)…risponderà quindi, dicendo: “Quando una coppia procrea, ognuno della coppia, maschio e femmina, trasmette al nascituro il 50% dei suoi cromosomi, ma solamente quelli che ha ricevuto durante il suo stesso concepimento e non quelli che potrebbe aver acquisito nel corso della sua esistenza. Tutto il bagaglio ricevuto dal padre e dalla madre quindi, resterà allo stato latente nel nuovo nato, come fosse disattivato (ora siamo nell’era del Computer e presumo di essere capito). Alcuni fattori potrebbero emergere nel corso della sua vita oppure no, magari saranno trasmessi al successivo nascituro senza mai essere riaffiorati in lui, e nel futuro esemplare invece, potrebbero riattivarsi e manifestarsi, evidenziando quelle caratteristiche che aveva l'esemplare nonno o nonna” …bravo!!!…”Il candidato, in sede d’esame ha saputo orientarsi con sicurezza e disinvoltura ecc. ecc” …..Ma nessuno riflette, neanche un po’, che questa affermazione è incompatibile con la teoria dell’evoluzione, data addirittura per scontata…questo perché non si fa mente locale sulla clausola: “trasmette al nascituro, SOLO i cromosomi ricevuti durante il suo concepimento e non quelli che ha acquisito durante la sua vita”…E' quella che fa la differenza....Francamente io non riesco a conciliare la teoria dell’evoluzione proposta (e imposta) da Darwin, con questa Legge scoperta da Mendel. Perché sopra a questa incongruenza si passa senza approfondire, come se si provasse un certo imbarazzo nel timore forse di dover rivedere ogni cosa? Io invece voglio approfondire …..Mendel dice che durante l’accoppiamento, i due membri della coppia maschio e femmina trasmettono al nascituro il 50% dei loro cromosomi ricevuti dai loro rispettivi genitori quando sono stati concepiti, e non quello che hanno acquistato durante il corso della loro vita. Succede a volte che il papà è biondo e la mamma bruna…ed il figlio prendendo dalla mamma, diventa bruno anche lui. Ma dentro di se ci saranno pure cromosomi biondi anche se lui è bruno, e può succedere che i suoi figli (i nipoti del nonno biondo) magari saranno biondi anche loro, prendendo appunto dal nonno che è biondo. Questo perché all’interno del soggetto, ci sono sempre stati i cromosomi biondi disattivati che, ad un certo momento emergono influenzando il fisico del figlio e facendogli crescere i capelli biondi.

 

 

Ora, secondo la teoria di Darwin, la vita viene dal mare e i pesci di allora si sarebbero evoluti fino ad arrivare alle speci oggi esistenti. Però, affinché questo processo possa aver avuto luogo, questi antichi pesci avrebbero già dovuto avere in loro stessi, cromosomi di elefanti, giraffe, mosche, anguille, balene, trote, pescecani, coccinelle, pipistrelli, asini, cavalli, rane, rospi, coccodrilli, rinoceronti, aquile, condor, bisonti, pecore, api, vespe….….mi fermo qui, ma le specie non nominate posso assicurare, sono molto più numerose di quelle che ho nominato…..Difficile pensare che tutte queste speci esistessero già, allo stato latente, nei cromosomi dei pesci antichi, quando la vita era soltanto marina. In fondo. Se così fosse, potrebbe succedere ancora oggi che in una nidiata di rondini, ci sia magari quell’esemplare che, avendo già in lui i cromosomi di una balena i quali appunto si troverebbero già nell’albero genealogico dei suoi antenati fin da epoche remote, possa nascere …balena….. Ve lo immaginate? Sotto il cornicione di un palazzo, in un nido di rondini, nasce una…..balena (carina questa, vero?)…. Posso concedere che questo balenottero, avendo come genitori due rondinelle, possa essere un po’ più piccolo rispetto alla media ma, come direbbe Carlo Conti, sarebbe una cosa un po’ forzata. Davvero non è possibile (per fortuna) ….Le speci sono fisse e questa è la prova matematica e galileanamente certa che tale teoria, quella dell’evoluzione, è assolutamente sbagliata quindi, l’uomo non discende dalla scimmia….e meno male… che incubo è stato per me credere di avere questi “illustri antenati”….con tutto il rispetto per il gorilla, lo scimpanzè, la bertuccia ecc……I nostri veri antenati sono ben altri e di ben altro lignaggio…. Fortuna che alla fine mi si sono schiarite le idee. Dopotutto, questo concetto (quello giusto) è confortato da ciò che disse, e più di una volta, Antonio Zichichi; voglio dire….se lo afferma un noto docente di una delle Università più prestigiose d’Italia e magari del mondo, lo posso tranquillamente affermare anche io.

 


Un Po’ di Vangelo

 

Se per alcuni la conoscenza della teoria di Darwin è cultura, è cultura pure la conoscenza del Vangelo e vediamo che in questa cultura, totalmente incompatibile con quella dell’evoluzione della specie, c’è pure una sua corposità, una sostanza profonda e un filo conduttore storico piuttosto complesso e consistente, tanto da non poterla (questa cultura) assolutamente mettere sotto i piedi (non sarebbe da persona colta). In questa cultura, quella evangelica, è previsto che ogni essere vivente non deve procedere a danno e sulle spalle dei più deboli, dei meno avveduti, massacrandoli, umiliandoli e depredandoli pure, ma piuttosto il contrario; vedi la parabola del buon samaritano o di Gesù che simbolicamente, lava i piedi dei suoi discepoli. Il sopruso nel Vangelo non è esaltato, incensato, ma completamente respinto e condannato; la coscienza umana, che è la percezione istintiva ed inconscia del bene e del male presente in qualsiasi individuo, viene tenuta in grande cosiderazione e francamente, dare addosso al più debole, distruggerlo, magari per prendergli qual poco che ha, non è certo agire secondo coscienza…Ma veniamo al nocciolo principale del nostro Esposto che sono le "incongruenze"...

 

 

Da un lato è un bene che la religione, in sede dei colloqui d’esame (e ritorniamo al tema) non ci sia più, perché in una eventuale sovrapposizione di argomenti, magari fra Storia e Religione, parlando nuovamente di guerra, sarebbe oltre modo complicato e imbarazzante spiegare ai ragazzini come mai l’Italia e la Francia, in guerra fra di loro ma dipendenti comunque dallo stesso ceppo religioso, avevano cappellani militari che prima di un combattimento, benedivano le armi ovvero gli strumenti di morte, sia dei soldati francesi che di quelli italiani, con la precisa raccomandazione: “fate il vostro dovere” che stava a significare: “Ammazzate francesi, o italiani, il più possibile…Io so che Gesù Cristo disse: “Il mio comandamento è che dovete amare tutti, anche i vostri nemici”. La Francia e l’Italia erano addirittura due Paesi amici in quanto della stessa religione, e “fare il proprio dovere” dava per scontato, che bisognava uccidere gente il più possibile….come se assassinare la gente fosse un preciso dovere cristiano….. Forse che le massime di Gesù erano considerate come favolette e quindi, senza importanza? Soltanto cosette per intrattenere i ragazzini? Ma allora che ci sta a fare tutto quel po’ po’ di roba che c’è al Vaticano?......Non c’è che dire, nella cultura della nostra civiltà, le contraddizioni non mancano davvero ….

 

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